Germano Celant
Addio al padre dell'Arte Povera
Germano Celant, 80 anni, era nato a Genova e verrà ricordato come il “padre” dell’Arte Povera, il movimento costruito nella seconda metà degli anni Sessanta attorno ad artisti come Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Giulio Paolini, Pino Pascali e Luciano Fabro. Direttore della Biennale d’Arte di Venezia nel 1997, negli ultimi anni aveva curato i progetti della Fondazione Prada a Milano e a Venezia. Non era solo un curatore e un critico d’arte, ma anche un teorico e un talent scout capace di diffondere il made in Italy nel mondo. L’elenco delle esposizioni che ha firmato è lunghissimo e comprende i principali musei internazionali, dal Guggenheim Museum di New York (di cui è stato senior curator) al Centre Pompidou di Parigi. Vestiva sempre di nero, era un grande appassionato di biliardo e rifiutava di essere considerato l’inventore dell’Arte Povera: “Non ho inventato niente” ripeteva. Era ricoverato al San Raffaele di Milano.
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