Giuseppe Mazzola
L'ultimo addio in videochiamata
Giuseppe Mazzola, 81 anni, professore di Nembro (in provincia di Bergamo). Non aveva patologie pregresse, ma la famiglia ha iniziato a preoccuparsi quando ha avuto per 13 giorni la febbre, che non scendeva nonostante la Tachipirina. Poi sono arrivati la tosse secca e l’affanno respiratorio, soprattutto quando andava a dormire. Nonostante le ripetute richieste telefoniche ai numeri speciali per l’emergenza coronavirus, Giuseppe e i suoi familiari – a cominciare dal figlio Salvatore, panettiere che dall’inizio della pandemia aveva deciso di dormire in negozio proprio
per non esporre a rischi eccessivi i genitori anziani – non sono mai stati sottoposti al tampone. Quando la situazione è precipitata – l’uomo non riusciva più a respirare e il saturimetro indicava dati preoccupanti – è arrivata l’ambulanza a prelevarlo e Giuseppe è stato ricoverato alla clinica Gavazzeni di Bergamo. È morto in ospedale, ma i familiari sono riusciti a salutarlo con una videochiamata collettiva.
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