Rosina Anna Nembi

84 anni, Cavarzere (VE)11/06/1935 - Rivoli (TO)22/03/2020

Il 22 marzo mamma ci ha lasciati. È morta in un ospedale, sola, senza il conforto di una carezza. Sarà papà, solo. Noi, le loro figlie, a casa in quarantena a salutarla davanti al cimitero, solo, un povero vecchietto di 89 anni che oggi sente il peso di tutti i suoi anni.
Non abbiamo potuto vederla, stringerla, disperarci sulla sua bara, come è giusto che sia… Riusciremo mai a superare tutto questo?
Non è andato tutto bene, no, maledetto virus… per noi hai vinto tu.

Mamma  non stava bene da tempo, ma mai avrei pensato che ci avrebbe lasciati così, in così poco tempo, in totale solitudine, in questa maniera…Chi ci conosce sa che questi due ultimi anni sono stati difficili, mamma non stava bene, la demenza, il vedersi obbligata su una poltrona, l’avevano incattivita ed era difficile avere a che fare con lei. Eppure abbiamo fatto di tutto per renderle la vita meno difficile, soprattutto papà, nonostante tutto, è stato il suo braccio, il suo conforto, il suo sfogo, il suo badante, la sua compagnia, 65 anni vissuti insieme.

Papà è stato un “grande” e, nonostante tutto, anche quest’ultimo 14 febbraio, festa degli innamorati, è tornato a casa con un mazzo di fiori per lei…Non abbiamo rimpianti, questo è certo, abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Pensiamo a volte che i nostri genitori siano eterni, ma non è così e prima o poi dobbiamo salutarli… È solo per questo che non mi do pace. L’ho salutata ancora con la mano, sulla porta della sua camera d’ospedale, domenica 15 marzo, dicendole “mamma, ci vediamo stasera”…E poi ancora uno sguardo, un saluto con la mano, mi si spezzava il cuore a lasciarla lì, faticava già a respirare, gli occhi arrossati e stanchi per la sofferenza, il corpo dolorante… Però quella sera non mi hanno più fatta entrare, il tampone aveva dato esito positivo, e non l’ho più vista. Senza preavviso, senza poterla avvisare, senza darle l’ultimo saluto.

I giorni passano, la primavera fuori imperversa. La solitudine si fa sempre più pesante, i pensieri non se ne vanno, le domande si ripresentano a ogni notte che avanza, a ogni alba nuova. Arrivederci mamma, vorrei che almeno  tu ora abbia trovato la pace che non trovavi più.

A noi solo il tempo darà pace, darà risposte… Per ora non ci sono risposte da dare a una morte senza un addio.

 

 

 

 

 

 

 

Rossana Paparella

Sara

Aprile 26, 2020 alle 4:08 pm

#libertà
Chissà se davvero sei in un posto migliore nonna, se ora riposi e non soffri più, se la morte ti concede la pace che non ti ha dato la vita. Te ne sei andata senza che potessi darti una carezza, come facevo ogni volta che andavo via da casa tua. Tu hai sempre riso nonostante la fatica che ti portavi dietro, e facevi ridere tutti noi, perché in fondo eri la più forte. Io ti capivo e tu capivi me, e da te ho imparato la dignità. Sono stata l’ultima a parlarti e voglio credere che le mie parole ti abbiamo accompagnata nella prova più difficile di tutte, in cui sei stata nuovamente sola. Dicono che Pasqua sia la festa della vita, della rinascita, della libertà. Ti auguro questo nonna, che la tua anima sia finalmente libera.

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