Giovanni Malchiodi
L'esito del tampone gli è arrivato il 6 marzo. Due settimane dopo, il sindaco di Ferriere, Alta Valnure piacentina, non c'era più. Il virus lo ha strappato alla vita e alle sue montagne senza neppure lasciargli il tempo di capire cosa stesse succedendo. Giovanni Malchiodi, prima dei sintomi e della successiva corsa in ospedale, stava benissimo. Imprenditore agricolo nato e cresciuto nel borgo di Grondone, ha lasciato la sua comunità in lacrime e lutto. Si era contagiato - aveva ipotizzato - durante una delle primissime riunioni sull’emergenza, quando ancora non si sapeva che il virus era così rapido, così subdolo, così aggressivo. Non mancava mai a una riunione per i suoi cittadini: e anche quel giorno c’era, anche se poi, al ritorno, aveva iniziato a pensare che c’era qualcosa di strano. Malchiodi era diventato sindaco di Ferriere nel 2013, dopo aver ricoperto per un mandato il ruolo di vicesindaco (e in quello precedente era stato assessore). I cittadini lo avevano riconfermato alle amministrative del 2018 per la seconda volta. Aveva ricoperto anche il ruolo di presidente della Confederazione italiana agricoltori. Era presidente dell'Unione montana.
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